11 Luglio 2025 Consigli, Escursione

L’arte di orientarsi (anche quando non c’è campo)

In un mondo dove siamo abituati a seguire la freccina blu sullo schermo, ritrovare l’orientamento nella natura può essere una sfida – o un’occasione.
Perché là fuori, il segnale va e viene, il telefono si scarica, e Google Maps non sa cos’è un sentiero in salita con vista. Ma niente panico: con qualche strumento e un po’ di attenzione, anche “perdersi” può diventare parte dell’avventura.

🔋 1. La tecnologia è tua alleata (fino a un certo punto)

App come Komoot, Gaia GPS o AllTrails sono ottime per pianificare e seguire percorsi, ma:

  • scarica sempre le mappe offline

  • controlla quanta batteria hai e porta con te una powerbank

  • attiva la modalità aereo + GPS per risparmiare energia

🎯 Pro tip: imposta l’app perché registri il percorso → così puoi sempre “tornare indietro”.

🗺️ 2. Mappe cartacee: sì, ancora oggi

Non sono vintage, sono intelligenti. Una mappa topografica (CAI o Tabacco) ti mostra:

  • curve di livello (per capire se sali o scendi)

  • sentieri segnati (con numeri, difficoltà, tempi)

  • punti d’acqua e rifugi

📌 Impara a leggerla insieme a una bussola base: ti bastano 10 minuti di tutorial per capire la direzione giusta.

🪧 3. Segnaletica e numeri da conoscere

Non tutto è segnato, ma molto sì. Ricorda:

  • I segnali CAI sono rossi e bianchi, a volte con numeri

  • Un sentiero abbandonato spesso ha segnaletica scolorita o poco visibile

  • Se vedi ometti di pietra, seguili con cautela: non sempre sono ufficiali

🧠 Se ti accorgi che il sentiero sparisce, torna indietro finché sei sicuro del percorso precedente.

 

🧢 4. Preparati prima, non dopo

  • Segna il punto di partenza (parcheggio o bivio)

  • Prendi note mentali o foto ai punti di riferimento

  • Se vai in gruppo, non affidarti solo a chi “ha già fatto il giro”

🎒 Porta sempre con te:

  • Bussola (anche piccola)

  • Cartina pieghevole

  • Fischietto di emergenza

  • Torcia frontale (se ti attarda il tramonto)

 

📍 5. E se ti perdi davvero?

Niente panico. Succede anche ai più esperti.
Cosa fare:

  1. Fermati e cerca di localizzarti (non continuare a camminare a caso)

  2. Usa la mappa o l’app per capire dove potresti essere

  3. Se serve, chiama il 112, indicando posizione approssimativa, quota, e stato fisico

  4. Attiva il fischietto (3 suoni → richiesta di aiuto)

 

🌲 L’orientamento è un’attitudine

Non serve essere scout o cartografi: basta attenzione, preparazione e un pizzico di umiltà.
Sapere dove sei – e dove NON sei – ti aiuta a vivere l’outdoor con libertà, senza ansia.
E se ti perdi… che sia una perdita consapevole, dentro la bellezza di un bosco, non dentro la confusione di una scelta sbagliata.