
Sotto la pioggia: vivere il campeggio quando il cielo cambia umore
🌧️ La pioggia come parte dell’esperienza
Chi ama il campeggio lo sa: la natura non firma contratti sul meteo. Il cielo può aprirsi in un attimo, e quello che doveva essere un weekend di sole si trasforma in una sinfonia di gocce e profumo di terra bagnata.
Ma la pioggia non deve essere un limite, può diventare una parte del viaggio, un modo diverso di vivere l’outdoor, più lento, più vero, più vicino a ciò che ci circonda.
Con l’attrezzatura giusta (e un po’ di spirito d’adattamento), campeggiare sotto la pioggia può diventare una delle esperienze più rilassanti e memorabili di sempre.
🏕️ Scegliere il terreno (e la posizione) giusta
La prima regola? Non tutto il prato è uguale.
Meglio evitare le zone in pendenza negativa o i punti in cui l’acqua tende ad accumularsi. Un piccolo dislivello può fare la differenza tra una notte asciutta e un’improvvisa piscina nel vestibolo della tenda.
Cerca un terreno solido, leggermente rialzato, con buona drenanza naturale e lontano da fossi o alberi troppo grandi (che possono far cadere gocce e rami).
Un telo a terra ben teso e leggermente più piccolo della base della tenda impedirà all’acqua di infiltrarsi lateralmente.
⛺ La tenda: la tua prima linea di difesa
Non tutte le tende sono uguali, e la colonna d’acqua è la cifra che conta:
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minimo 2.000 mm per un uso estivo leggero,
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3.000–5.000 mm per campeggio più intenso,
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oltre 10.000 mm per ambienti montani o piogge prolungate.
Meglio una doppia parete con camera interna traspirante e telo esterno ben tensionato: l’aria che circola riduce la condensa e mantiene più confortevole l’interno.
Controlla anche le cuciture: termosaldate e sigillate sono un piccolo dettaglio che fa la differenza tra asciutto e bagnato.
🥾 Asciutto fuori, caldo dentro
L’equipaggiamento personale è ciò che rende sostenibile (nel senso più concreto) la tua esperienza.
Opta per capi tecnici impermeabili ma traspiranti, scarponcini con membrana idrorepellente e zaino dotato di copertura antipioggia.
E se la giacca o la tenda non tengono più come una volta, puoi re-impermeabilizzarle facilmente con prodotti PFC-free, a base d’acqua, che non danneggiano l’ambiente.
Così, ogni goccia resta fuori, e la natura dentro resta intatta.
☕ Piccoli trucchi anti-pioggia
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Porta sempre un telo extra: può diventare tetto, pavimento, veranda o protezione per l’attrezzatura.
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Usa sacche stagne per vestiti e dispositivi elettronici.
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Appendi una corda sotto il telo per asciugare gli indumenti umidi.
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Se accendi un fornello, fallo all’aperto ma al riparo, mai dentro la tenda.
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Trasforma la pausa pioggia in momento: un libro, una tazza calda, e il rumore delle gocce come colonna sonora.
🌿 La sostenibilità anche sotto l’acqua
Essere “outdoor” non significa sfidare la natura, ma conviverci in modo rispettoso.
Usa saponi biodegradabili, evita di scavare canalette intorno alla tenda e non lasciare tracce: la pioggia pulisce tutto, ma non i rifiuti umani.
Un buon campeggiatore lascia solo impronte (e forse qualche pozzanghera felice).
🌈 Dopo la pioggia
C’è un momento, dopo ore di pioggia costante, in cui il cielo si apre di nuovo.
La luce è più morbida, l’aria più limpida, e tutto sembra nuovo. È lì che capisci che il campeggio sotto la pioggia non è un piano B, ma un modo autentico di stare nella natura.
Perché a volte, basta una tenda ben piantata e la voglia di restare, anche quando piove.
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